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LA MADRE ROSSA


Descrizione:

Sessanta metri sopra gli abissi del Mar di Norvegia, la Piattaforma Baldr è un gigante di ferro circondato dal nulla. Cinque sconosciuti si ritrovano isolati in questo deserto di metallo quando una tempesta impossibile recide ogni contatto con il mondo, rendendoli improvvisamente muti e ciechi.

Ma il vero terrore non viene dal cielo: è ciò che emerge dalle profondità a cambiare ogni regola. Mentre il freddo avanza e la tecnologia si arrende, i misteri che avvolgono un U-Boot scomparso nel 1942 e la sua sconvolgente missione segreta riaffiorano dal passato come anime senza pace. 

Maico Morellini ci trascina in un viaggio visionario che esplora il confine tra scienza e inquietudine. Un tragitto claustrofobico in cui la sopravvivenza è solo l’inizio, e la verità più profonda è un ritorno a una genesi collettiva e inesorabile che ha il colore del sangue e il profumo della terra bagnata. Perché il mare non dimentica. Il mare trasforma.

Recensione:

Mar di Norvegia oggi, cinque persone, cinque sconosciuti, giungono, a bordo di un elicottero, in visita alla Piattaforma Baldr: Anoop il tecnico della compagnia, che farà da guida, Trym giornalista, Kristina rappresentante politica del Ministero del Clima dell’ambiente, Arianna meteorologa e Howard assicuratore.

Trascorreranno cinque giorni su una piattaforma in mare aperto, a più di duecento chilometri dalla costa. In questo momento la Baldr, non è operativa, ci sono solo loro.

Passano la prima notte, negli alloggi assegnati, tormentati da sonni agitati, percepiscono i respiri della gigantesca piattaforma, le sue vibrazioni, proprio come se fosse viva. Improvvisi tuoni li risvegliano definitivamente, una tempesta inaspettata sta per cambiare definitivamente i loro destini.

Si ritrovano tutti in sala controllo, a scrutare dal vetro, il cielo e il mare pulsare violentemente per i lampi e per i tuoni, enormi onde infrangersi contro i pilastri metallici. Lo scheletro metallico della Badr è scosso violentemente dalla insostenibile forza della tempesta, al punto da non distinguere più il cielo dal mare. Tutto è così incredibile, sembra di fissare un mondo altro, alieno.

Quando i tremori dei vetri diventano pericolosi, sono costretti ad uscire in coperta, ad attenderli uno spettacolo straordinario, “C’erano le luci della Baldr, intermittenti, annegate da colonne d’acqua che scendevano dal cielo come stalattiti bluastre, rese elettriche dai fulmini, a volte percorse da strane venature rossastre, come se la furia di quell’uragano fosse alimentata da un cuore di fiamma. C’era il rumore del mare, un boato così forte da sovrastare persino gli schianti della pioggia battente e, più di tutto, c’era il vento. Un vento freddo, una lama ghiacciata che trasformava le grosse gocce d’acqua in proiettili velenosi.

” La Piattaforma risente di questo inatteso terribile evento, un blackout la rende ceca e muta, tutti i collegamenti con la terraferma sono interrotti e anche il mare intorno non è più lo stesso: Una stranissima marea rossa, dalla consistenza porosa, un incrocio tra schiuma da barba e zuppa di barbabietola. Una sterminata melma rossa che emana un odore insolito per il luogo in cui si trovano, odore di funghi, odore di montagna.

L’ambientazione nella quale si svolge la storia, è quella del mare potente e pericoloso, allo stesso tempo, che grazie allo stratagemma dei salti temporali narrativi, diviene il palcoscenico perfetto per gli eventi del sottomarino U-7920, della nave fantasma RSS Arthur Dee e appunto della piattaforma.

Un’ambientazione che nasconde dei segreti:

nel fondale marino del Mare di Barents, tra i resti del sottomarino c’è qualcosa di potente, di oscuro, 

il vascello scientifico sprofondato nelle stesse acque con un Sigillo e uno scienziato Russo,

e infine una melma rossa grande come l’Islanda, arrivata dal nulla.

Trym il giornalista si fa portavoce di questi eventi impenetrabili, narra con suspence, la storia del vascello, una storia che spaventa perché sembra profondamente interconnessa a ciò che sta accadendo ora sulla Piattaforma. Trym sente che terribili coincidenze legano la loro Piattaforma al vascello, lui è un intellettuale che ama le storie più delle persone e queste coincidenze vengono da lui definite “Lacrime degli spiriti”. “Se uno spirito piange mentre sta visitando il nostro mondo. Le sue lacrime diventano coincidenze” secondo alcune tribù della Siberia Orientale.

L’atmosfera è clustrofobica, i cinque ospiti sono bloccati in mezzo al mare, senza corrente elettrica e senza alcuna possibilità di comunicare. Elemento aggiuntivo che crea ancora più ansia e preoccupazione è che il mare non è più lo stesso di prima, è diventato qualcosa di sconosciuto, di estraneo, di inaccessibile. La paura però viene soprattutto da dentro di loro, ciascuno è salito sulla Piattaforma con una propria storia, con dei propri turbamenti e dei propri scheletri.

I personaggi sono appunto perfettamente delineati, attraverso capitoli appositamente dedicati, entriamo nelle crepe delle loro anime, veniamo avvolti dalle loro ossessioni.

In particolare, un personaggio dall’identità imperscrutabile, si rapporta a noi lettori, con pagine nere e oscure. Prima era solo inchiostro, uno schizzo, un’idea vaga instabile, ora parla ai lettori con un linguaggio profondo: “Sono frammentato, nascosto, camuffato. Un enigma. Un mistero fatto di ingranaggi in apparenza scollegati tra loro.  Un’ossessione in cerca di qualcuno che mi indossi, che mi risolva. Che capisca, che ascolti i miei segreti, che racconti tutto ciò che ho da dire. Che mi racconti.  Perciò, aspetto.  Sono inchiostro.  E aspetto.

Ora percepiamo l’evolversi di questo personaggio, un’entità direi quasi metafisica, che con il trascorrere del tempo, acquisisce una memoria, dei ricordi, dei sensi affinati, ma che per noi in fondo rimane sempre un enigma non del tutto compreso.

Lo stile di scrittura è elegante, descrizioni sensoriali affinate riescono a trascinarci in questa storia dove il confine tra scienza e inquietudine si assottiglia sempre di più. Il ritmo della storia è lento, dettato dall’alternarsi dei piani temporali, che gradualmente ci svelano dei tasselli di questo mistero.

I capitoli sono appunto divisi tra il presente sospeso delle cinque persone intrappolate sulla Piattaforma e il passato, prima del 2022, sulla RSS Arthur Dee, con lo scienziato russo Egorov, ossessionato dal Sigillo e dagli esperimenti su una rete miceliare, tanto simile per caratteristiche, a questa melma rossa sconosciuta.

Un romanzo mistery horror visionario, molto originale, che riesce a tenere il lettore con il fiato sospeso fino alla fine: un senso di sospensione, di urgenza di spiegazioni, di attesa di qualcosa che deve arrivare, ci avviluppa ancora, a poche pagine dalla fine. 

Questa necessità di conoscenza stimola il lettore a proseguire la lettura, fino al finale veramente inaspettato. 

Chi è questa Madre Rossa? È malvagia? Qual è la sua origine? Cosa vuole?  Domande impellenti che arrovellano l’intelletto e la mente di chi legge e risposte che è possibile trovare, solo attraverso la riflessione e la ricerca personale, tra gli indizi lasciati, dall’autore tra le pagine.

 

 

Autore: Maico Morellini

Editore: Agenzia Alcatraz

Collana: Bizarre OFF

Anno edizione: 2026

In commercio dal: 16 ottobre 2026

Pagine: 260

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