Oggi è un giorno importante per François Morlupi: arriva finalmente in libreria il suo nuovo libro! 📚❤️
OLTRE IL SILENZIO pubblicato da SALANI EDITORE.
Per l’occasione voglio riproporvi una bella intervista che ci aveva regalato qualche tempo fa, un modo per ritrovare le sue parole, la sua passione per la scrittura e conoscere un po’ meglio l’uomo e l’autore che si nasconde dietro alle sue storie.
Buona lettura.
Thriller_lu: Che cosa è cambiato nel vostro modo di scrivere da quando avete pubblicato il primo libro a oggi?
François Morlupi: Sicuramente la scrittura è come una palestra; dopo anni di allenamenti e di libri, alcune tecniche che prima utilizzavo senza conoscerle ora invece riesco a padroneggiarle meglio. Penso a una su tutte: quella di esprimere lo stesso concetto con il minor numero di parole possibili. Il Morlupi di qualche anno fa avrebbe scritto cinque righe per una descrizione, il Morlupi di oggi ne utilizza la metà.
Thriller_lu: Quando iniziate un nuovo romanzo, sapete già dove volete arrivare oppure scoprite la storia mentre la scrivete?
François Morlupi: Conosco il punto a, ovvero il punto di partenza e il punto b, ovvero la destinazione. Il tragitto in mezzo è fumoso, non conosco tutte le tappe intermedie.
Thriller_lu: Quanto c'è di autobiografico, anche inconsapevolmente, nei vostri libri?
François Morlupi: C’è tanta vita vissuta, non solo del sottoscritto ma anche di amici, parenti, colleghi o conoscenti. All’inizio, soprattutto, è molto importante descrivere situazioni, città, personaggi che in un certo modo si conoscono, per poter avere delle basi solide su cui poi inventare.
Thriller_lu: Qual è la parte della scrittura che amate di più e quella che invece fate più fatica ad affrontare?
François Morlupi: La parte che amo di più è la costruzione dei personaggi. Dal fisico, al carattere, per passare al loro background fino ad arrivare alle loro passioni. La parte più difficile è per me la costruzione del finale, in un giallo deve essere impeccabile.
Thriller_lu : Vi capita mai di rileggere un vostro vecchio libro e di riconoscere una persona che non siete più?
François Morlupi: non lo faccio mai! Resterei troppo deluso.
Thriller_lu: Quanto conta per voi l'ambientazione? Può un luogo diventare quasi un personaggio della storia?
François Morlupi: L’ambientazione è fondamentale, visto che scrivo dei noir dove la città agisce e interagisce con i miei personaggi. Sarebbe impensabile per me descrivere una città che non conosco, poiché ogni città ha le sue caratteristiche e la propria personalità.
Thiller_lu: Da dove arrivano le vostre idee: dall'osservazione della realtà, dalla fantasia, dalle persone che incontrate o da qualcosa che vi colpisce casualmente?
François Morlupi: Entrambe: da esperienze di vita vissuta e da notizie di cronaca sparse in tutte il mondo.
Thiller_lu: Qual è la cosa che un lettore non vede mai del lavoro che c'è dietro un romanzo?
François Morlupi: Probabilmente i dubbi, le incertezze, le ansie e le paturnie che ogni scrittore affronta quando scrive e costruisce il mondo dei suoi romanzi. Io non sono mai sicuro al 100% che ciò che sto facendo sia giusto e giustificato. La certezza avviene soltanto quando il romanzo è in mano ai lettori e decretano se è un buon romanzo o no.
Thiller_lu: Quando create un personaggio, quanto lo controllate e quanto invece lasciate che sia lui a sorprendervi?
François Morlupi: Lo controllo lasciandogli la possibilità di sorprendermi. Quando lo faccio uscire dalla sua comfort zone e lo metto su un piano inclinato, lascio che sia lui a prendere in mano le redini della storia.
Thiller_lu: Avete mai eliminato un personaggio o una storia a cui eravate particolarmente affezionati?
François Morlupi: Certo, ho fatto morire personaggi molto importanti per me. Sicuramente è stato difficile, ma necessario. Non ci si deve mai affezionare ai personaggi, parlo dal punto di vista dello scrittore.
Thiller_lu: Quanto è importante, per voi, il rapporto con i lettori? E quanto invece riuscite a separarvi dal loro giudizio?
François Morlupi: Fondamentale, senza di loro non sono nessuno e non sarei probabilmente uno scrittore. Non mi lascio però influenzare troppo dal loro giudizio. Sono grato loro per il tempo che dedicano nel leggere i miei libri, scegliendoli invece di optare su altri colleghi. Ascolto i loro giudizi sempre con grande serietà e gratitudine, ma poi devo fare di testa mia.
Thiller_lu: C'è un libro che avreste voluto scrivere voi?
François Morlupi: Tantissimi. Uno su tutti, l’étranger. Poi il conte di montecristo.
Thiller_lu: Quale autore vi ha insegnato qualcosa, anche indirettamente, sul mestiere di scrivere?
François Morlupi: Tutte le mie letture hanno lasciato qualcosa in me. Penso a De Giovanni, a Chattam, a Norek, a Markaris e tutti quelli che hanno accompagnato fin dalla mia adolescenza le mie letture.
Thriller_lu: La scrittura per voi è più un modo per raccontare qualcosa agli altri o per capire qualcosa di voi stessi?
François Morlupi: Più un modo per denunciare delle questioni che mi stanno a cuore.
Thriller_lu: C'è una domanda che i lettori vi fanno continuamente e alla quale non sapete mai come rispondere?
François Morlupi: No, sono sincero.
Thriller_lu: Che cosa vi fa dire: “Questa storia merita di diventare un libro”?
François Morlupi: La reazione che mi suscita e soprattutto il potenziale che c’è dietro. Il poter poi plasmarla secondo la mia volontà e renderla ancora più originale e intrigante.
Thriller_lu: Dopo tanti libri, che cosa vi mette ancora in difficoltà davanti a una pagina bianca?
François Morlupi: Ovviamente il proseguo della storia e le sue implicazioni. Il fatto che deve essere bilanciata, equilibrata che non deve annoiare ma al tempo stesso deve essere realistica. Il cercare il buon compromesso.
Thriller_lu: Quanto bisogna essere disciplinati per scrivere un romanzo e quanto, invece, bisogna lasciarsi andare?
François Morlupi: Entrambi. Disciplinati nello scrivere tutti i giorni, trovando anche momenti morti per poter scrivere. Deve essere una professione, pertanto i giorni di malattia, di ferie o di altro devono essere ridotti al minimo. Poi bisogna anche lasciarsi andare e di tanto in tanto, fare alcuni strappi alla regola.
Thriller_lu: Avete mai avuto un'idea che avete abbandonato e che, anni dopo, è tornata a cercarvi?
François Morlupi:No, di solito quando ho un’idea o la sfrutto subito o la scarto per sempre.
Thriller_lu: Qual è il complimento più bello che avete ricevuto da un lettore?
François Morlupi: Che una volta terminato il mio romanzo, i miei personaggi già gli mancavano poiché facevano parte della sua famiglia.
Thriller_lu: C'è qualcosa che avete imparato dai vostri personaggi?
François Morlupi: Tantissime cose. Soprattutto di doversi rialzare dopo ogni caduta. Tutti noi cadiamo, ma l’importante è andare avanti.
Thriller_lu: Se poteste tornare al giorno in cui avete iniziato a scrivere il vostro primo libro, che consiglio dareste a quella persona?
François Morlupi: Di divertirsi sicuramente e di cercare di essere più incisivo nella scrittura.
Thriller_lu: Scrivere tanti libri vi ha reso più sicuri o vi ha fatto venire ancora più dubbi?
François Morlupi: Più sicuro ma al tempo stesso mi ha dato anche più responsabilità. Dopo il successo dei 5 di Monteverde, le aspettative sono alte da parte dei lettori.
Thriller_lu: Qual è la cosa che cercate sempre di lasciare al lettore quando chiude un vostro libro?
François Morlupi:Quello di porre degli interrogativi, senza avere la presunzione però, di fornire delle risposte. Per me è importante che il lettore finito il libro, rifletta sulla storia e sui personaggi.
Thriller_lu: E oggi, dopo tutti i libri che avete scritto, perché continuate ancora a scrivere?
Perché è il mio lavoro e mi piace, ancora tanto, malgrado tutte le difficoltà.
Domanda finale.
Thriller_lu: Se togliessimo per un momento tutti i vostri libri, i premi, le classifiche e il successo: che cosa pensate che rimarrebbe della persona che scrive?
François Morlupi: La passione per la scrittura.
Ringrazio di cuore François Morlupi per la sua disponibilità.
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