Descrizione:
“Ora vede lo schema: un disegno, un’ossessione geometrica che unisce con precisione chirurgica le scene degli omicidi passati e di quelli presenti.” Una scia di sangue attraversa Milano e il tempo, unendo epoche lontane in un unico enigma irrisolto.
Recensione:
Ho iniziato questo libro con una certa curiosità, anche perché conosco già Paolo Roversi e il suo modo di raccontare le indagini. Mi piace il modo in cui riesce a costruire una storia senza dare subito tutte le risposte, lasciando al lettore il compito di seguire gli indizi e di provare a capire dove possa portare l'indagine.
La storia mi ha colpito soprattutto per l'ambientazione.
Siamo a Milano nel 2020, proprio nel periodo in cui inizia il lockdown e tutto sembra fermarsi. Le strade vuote, il silenzio e la paura per qualcosa che ancora non si conosce bene fanno da sfondo a una serie di omicidi molto particolari. Quattro donne vengono uccise e, all'apparenza, non sembra esserci un collegamento. Poi però iniziano a emergere dei legami con alcuni delitti avvenuti molti anni prima e da quel momento la storia prende una direzione ancora più interessante.
Mi è piaciuto molto questo continuo passaggio tra il presente e il passato. Roversi riesce a raccontare due Milano diverse, lontane nel tempo ma unite da qualcosa di oscuro. Non è semplice riuscire a tenere insieme epoche diverse senza rendere la storia confusa, ma secondo me l'autore ci riesce bene. Il passato diventa quasi importante quanto il presente e, pagina dopo pagina, si ha sempre più la sensazione che ci sia qualcosa che non è mai stato veramente risolto.
Un ruolo fondamentale, naturalmente, lo ha Gaia Virgili.
Io ormai conosco questo personaggio e mi sono affezionata al suo modo di essere e di affrontare le indagini. Per me Gaia è speciale proprio perché non è soltanto una detective o una profiler che deve arrivare alla soluzione del caso. Mi piace seguirla anche per il suo lato più umano, per il modo in cui ragiona e per la sua determinazione. Anche questa volta la sua capacità di osservare e di entrare nella mente delle persone è una delle cose che ho apprezzato maggiormente.
Secondo me, però, una delle vere bravure di Roversi sta proprio nel modo in cui costruisce l'indagine. Non mette davanti al lettore una soluzione già pronta, ma lascia piccoli elementi, dettagli e collegamenti che fanno nascere delle domande. Più si va avanti, più si vuole capire cosa è successo davvero e soprattutto come possano essere collegati i delitti del passato con quelli del presente. È uno di quei libri che, una volta iniziato, ti fa pensare “ancora qualche pagina” e poi ti ritrovi a continuare.
Ho apprezzato anche l'atmosfera un po' cupa che accompagna tutta la storia. Milano durante il lockdown è quasi irriconoscibile e proprio questo secondo me rende l'indagine ancora più particolare. Una città normalmente piena di persone e di rumori diventa silenziosa, mentre dietro questa calma apparente si nasconde qualcosa di molto più inquietante.
Ci sono stati comunque alcuni momenti in cui ho trovato la lettura un po' più lenta e alcuni passaggi mi hanno richiesto maggiore attenzione. Però non è una cosa che mi ha fatto perdere l'interesse, anche perché la curiosità di capire dove volesse arrivare Roversi mi ha spinto a continuare.
Un altro aspetto che mi ha fatto riflettere è il modo in cui vengono raccontate le vittime. Sono donne che rischiano di essere dimenticate, proprio come spesso succede nella realtà quando una persona non ha abbastanza attenzione da parte della società. Questo rende la storia non solo un'indagine su un assassino, ma anche una riflessione sulla violenza e sulla solitudine.
Nel complesso, ho trovato questo libro una lettura coinvolgente e piacevole. Mi è piaciuto ritrovare Gaia e seguirla in una nuova indagine, ma soprattutto ho apprezzato la capacità di Roversi di creare un mistero che si sviluppa lentamente e che riesce a mantenere viva la curiosità. Non ho avuto sempre la sensazione di sapere dove la storia volesse andare, ed è proprio questo che mi ha fatto continuare a leggere.
Alla fine, quello che mi è rimasto maggiormente è proprio il personaggio di Gaia. Forse perché la conosco già, riesco a sentirla più vicina rispetto ad altri personaggi. Per me Gaia è speciale, e penso che sia anche uno dei motivi per cui questo libro mi ha coinvolta così tanto. Sono curiosa di vedere come andrà a finire il suo percorso e, soprattutto, quale sarà la prossima indagine che Roversi ci farà vivere insieme a lei.
Autore: Paolo Roversi
Editore: SEM
Collana: Italian tabloid
Anno edizione: 2026
In commercio dal: 26 maggio 2026
Pagine: 304 p., Brossura
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