Descrizione:
Una sequela di violenze si susseguono tra le tensioni e le paure della pandemia ancora in corso, mentre le vite di tre individui, completamente diversi l’uno dall’altro, si trovano invischiate nella stessa scia di sangue.
Il vicequestore Minischetti dovrà sfruttare tutti gli strumenti in suo possesso per riuscire a capire cosa collega gli omicidi di tre giovani donne, avvenuti diciotto anni prima, a un killer di professione e a una donna accusata di aver ucciso il suo stesso figlio.
Tra le strade avvolte nell’indeterminatezza dovuta al virus e ai lockdown, l’oscura ombra della morte genera un terrore incontrollato, che si impossessa della quotidianità e anche dei sogni al punto che, con drammatica rassegnazione, c’è un’unica certezza sull’esistenza alla quale ci si può appellare: al mondo c’è chi muore e chi uccide.
Recensione:
Diciotto anni prima, una disperata telefonata al 118.
Una madre, sotto shock, riferisce i dettagli terribili, del ritrovamento del corpo senza vita di un bambino. Lei non ricorda più il suo nome e nemmeno dove si trova, l’unica certezza è la presenza di un uomo senza volto, dall’aspetto spettrale che esce, all’improvviso, dal ripostiglio della cucina.
Presente, settembre 2019, delitti spietati senza apparente movente, tormentano una non precisata provincia del Sud, dove i soprusi e la criminalità sono purtroppo all’ordine del giorno.
Ad effettuare i sopralluoghi e ad indagare, è chiamato Il vicequestore Minischetti, uomo tormentato, un abile indagatore, che in realtà nasconde più di un segreto e che per arrivare alla verità è disposto anche a mentire.
Il suo cammino, il suo percorso indagativo, incrocia le ardue esistenze di altri due personaggi principali: una madre, Melania che ancora oggi sopporta, con immensa sofferenza gli sguardi accusatori che le vengono rivolti e un killer professionista, Ivan, un uomo dalla corporatura gigantesca che colpisce con estrema freddezza e precisione.
La narrazione avviene in terza persona, un narratore onnisciente ci accompagna in questo viaggio tenebroso alla ricerca di una spiegazione, di una risoluzione del mistero, ci svela gradualmente la verità, attraverso colpi di scena inattesi.
Veniamo avvolti da una sensazione di preoccupazione, di paura, di apparente follia.
L’atmosfera è quella carica di dubbi, di timori, di diffidenza del periodo del Covid; i personaggi durante i dialoghi, spesso utilizzano la mascherina, che diventa una sorta di protezione, di barriera dietro la quale celare non solo il proprio volto, ma anche le proprie emozioni, turbamenti e persino le proprie bugie.
Il clima nel quale si svolgono le vicende, è attraversato da sconfinata inquietudine, l’ansia che nasce dall’incalzante susseguirsi dei delitti si percepisce chiaramente tra le pagine; il lettore si sente più volte interpellato a partecipare attivamente, a formulare le proprie ipotesi, ma avverte anche lo sconforto, provocato dal susseguirsi di amare rivelazioni.
Il rendiconto delle vicende avviene attraverso un’astuta suddivisione del libro in tre parti: CHI MUORE, CHI UCCIDE, CHI VIVE.
La morte è una presenza ingombrante, che appare fin dalle prime pagine, sotto le sembianze di una ombra oscura, che sceglie le sue vittime, le segue, le studia.
Chi è stato scelto, non ha speranza, non può sfuggire a un destino già scritto. Può provare a scappare, a correre via, ma l’aggressore lo raggiunge, sempre, inesorabilmente.
Le vittime diventano protagoniste di una sorta di scena teatrale, un palcoscenico allestito con nastro biancorosso, con pantere della polizia e con mezzi della Scientifica; su questo palco salgono diverse persone, un medico legale, poliziotti, agenti in tuta integrale bianca, il magistrato, il dirigente della Mobile e ognuno ha un proprio ruolo.
Quando a perdere la vita è un signor nessuno, la gente si spaventa, vuole risposte e agli inquirenti spetta appunto tale compito.
Chi uccide, colpisce con ferocia, con impetuosità, senza alcun sentimento di pietà.
Una parvenza invisibile, che non viene inquadrata dalle telecamere, che non lascia tracce.
Dietro un omicidio può celarsi chiunque, anche persone ordinarie, insospettabili.
Si possono commettere azioni malvagie non solo nella realtà, ma anche in sogno, anche negli incubi.
Il senso di colpa scompare quando si dorme; è impossibile controllare i sogni.
“C’è chi muore e chi uccide. Le brave persone muoiono. Io uccido” queste le toccanti parole di Ivan che segnano, con il suo profondo significato tutto il corso della storia.
Infine, c’è chi vive. Chi sopravvive, a un’aggressione, deve sostenere il peso insostenibile di ricordi dolorosi.
Dentro l’animo di chi non muore, cresce e si rinforza il desiderio di giustizia, di vendetta; brama che diventa obiettivo primario, anche a costo di farlo personalmente.
Si trova ad affrontare situazioni pericolose, rischiose, nella consapevolezza che solo con il coraggio e la volontà è possibile continuare ad esistere.
Punto forte di questo giallo, è la costruzione dei personaggi.
Vincenzo Padovano riesce a costruire dei personaggi complessi, ben strutturati, con una loro precisa caratterizzazione psicologica.
Personaggi, che interagendo tra loro, infondono profondità all’intreccio; tutti gli eventi sono visceralmente interconnessi, proprio a causa di queste complesse interazioni.
La lettura di questo romanzo non è sicuramente leggera; non è un libro adatto a chi desidera trascorrere ore di solo genuino intrattenimento, ma è un noir di spessore, con uno stile di scrittura crudo, incalzante e trascinante, che richiede la concentrazione ininterrotta del lettore, verso ogni dettaglio.
Il plot, per essere pienamente complesso, richiede impegno intellettivo e capacità di effettuare collegamenti.
Consiglio la lettura di questo romanzo, a chi predilige le ambientazioni misteriose e cupe, vuole mettere in gioco il proprio intelletto, ama leggere storie che ti sfidano incessantemente e a chi desidera perdersi tra forti sensazioni di ansia e tensione.
Autore: Vincenzo Padovano
Editore: Nua
Anno edizione: 2022
In commercio dal: 9 settembre 2022
Pagine: 390

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