Descrizione:
Liane Moriarty si conferma una Jane Austen dei nostri tempi, capace di fustigare con ironia i costumi sociali mentre tesse una trama di misteri e pone al lettore domande profonde e universali.
Nessuno crede alle premonizioni. Finché non si avverano...
«Irresistibile, incalzante, e scritto magnificamente.» - Stephen King
Tutto comincia su un volo da Hobart a Sydney. Un viaggio tranquillo nonostante il ritardo, con un atterraggio perfetto. L'assistente di turno il giorno prima del suo compleanno, la madre che deve gestire due bambini piccoli, la giovane coppia in luna di miele, il ragazzo che torna dal funerale del migliore amico, l'infermiera che sogna la vita dopo la pensione... tutti i passeggeri e l'equipaggio scendono sani e salvi dall'aereo, eppure sono cambiati per sempre.
Perché su questo volo così ordinario è successo qualcosa di straordinario. All'improvviso una donna, una di quelle persone di cui non ti accorgeresti nemmeno, si è alzata in piedi e ha predetto ai passeggeri come e quando moriranno: alcuni hanno ancora moltissimo tempo, per altri la morte è vicina.
E quando la prima delle premonizioni si avvera nelle circostanze descritte, tutti iniziano a fare i conti con le loro paure più profonde. La veggente è una storia dalla costruzione magistrale che parla di libero arbitrio e destino, amore e rimpianto, e della lotta incessante per mantenere le nostre certezze in un mondo terribilmente incerto.
Recensione:
Un volo in partenza per Sidney e una signora, che nessuno nota, perché non presenta alcuna particolare caratteristica per cui ricordarla, questi sono i due elementi dal quale parte la storia.
Il volo è in ritardo, tutti i passeggeri sono seduti e attendono la partenza.
Molti dei passeggeri sono impazienti o allarmati per i minuti di attesa, che continuano ad aumentare, ma la signora rimane imperturbabile, silenziosa.
Finalmente il volo riesce a decollare, i passeggeri esultano e tirano un sospiro di sollievo, ma lei continua ad essere come invisibile, silenziosa, ben vestita, con una camicetta verde e bianca e appuntata al colletto una spilla, che in modo inspiegabile tocca spesso.
Sono passati quarantacinque minuti dalla partenza, tutto si svolge nella normalità, le persone hanno dimenticato il ritardo, parlano tra di loro, progettano i prossimi passi del viaggio.
Ad un certo punto, in modo inaspettato, la signora slaccia la cintura di sicurezza e si alza. Nessuno la nota ancora, tranne un uomo Leo, seduto nel lato opposto a lei, un padre, molto dispiaciuto perché in ritardo allo spettacolo della figlia.
Leo sente la donna sussurrare “Al mio tre” e alla parola tre la signora comincia a muoversi nel corridoio. Questa ripete più volte le parole “Inutile combattere il destino”, comincia ad indicare uno ad uno i passeggeri, prevedendo la causa e l’età della loro morte. E da questo momento le esistenze dei passeggeri non saranno più le stesse.
La voce narrante è una terza persona onnisciente, ci informa delle generalità di ogni passeggero, delle loro particolarità fisiche, della loro provenienza, della loro professione, delle motivazioni per le quali si trovano lì. Queste ricostruzioni altamente accurate, possono essere un punto debole in questo thriller, in quanto rendendo prolissa la narrazione, rischiano di annoiare un lettore, che come me non vede l’ora di essere coinvolto nelle atmosfere dense di mistero e di tensione, che ci si aspetta giungano al più presto.
Ai capitoli in terza persona, si alternano capitoli invece scritti in prima persona. A parlare è questa signora misteriosa che, attraverso le pagine ci rivela, sé stessa, il suo turbamento, i suoi timori e ci racconta, con fiducia di essere ascoltata proprio da noi, la sua vita e cosa l’ha portata su questo aereo.
Il ritmo della narrazione è lento, proprio come è lento il suo muoversi tra i sedili dell’aereo; inoltre, con la stessa lentezza ci vengono riferirete le diverse reazioni di ogni passeggero.
Un elemento di tensione e ansia viene introdotto dall’autrice, quando questa signora, questa sorta di veggente improvvisata, si rivolge a una madre, svelandole una terribile predizione, che nessuna madre vorrebbe mai nemmeno ascoltare. Anche di fronte alle lacrime di questa donna sconvolta, la veggente con una freddezza inspiegabile ribadisce l’impossibilità di combattere il destino.
Questo alone di solennità, di imperturbabilità, quasi di indifferenza che la scrittrice riesce a costruire intorno al personaggio della signora, è il punto di forza di questo thriller psicologico. Una donna che solo puntandoti il dito e pronunciando freddamente delle previsioni, riesce a spaventare, a incutere timore. Anche i più scettici, anche coloro che la ritengono solo una ciarlatana, rimangono ugualmente scossi dalle sue parole.
Questo romanzo sembra appunto aver tra i suoi obiettivi, quello di stimolare il lettore a una riflessione: la nostra vita è regolata da un destino immutabile, o il nostro libero arbitrio, le nostre scelte, anche quotidiane, lo possono cambiare?
Scesi dall’aereo ogni passeggero continua la propria vita, non dimenticando queste infauste previsioni, anche se non ci si crede è impossibile continuare a vivere, senza tenerne minimante conto.
Più che ad un thriller psicologico, personalmente ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte a un bellissimo romanzo, con rimandi a reminiscenze del film Final Destination, e con un significativo e profondo invito a vivere ogni giorno intensamente, proprio come fosse l’ultimo.
A tal riguardo l’autrice ci lascia al termine della storia con una stupenda citazione di Elisabeth Kubler-Ross:
“È solo quando sappiamo e capiamo davvero di avere un tempo limitato sulla Terra e di non poter sapere quando si esaurirà che cominciamo a vivere ogni giorno con tutti noi stessi, come se fosse l’ultimo che ci resta.”
Autore: Liane Moriarty
Traduttore: Teresa Albanese
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2026
In commercio dal: 30 giugno 2026
Pagine: 576

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