Descrizione
Le chiamano ragazze ribelli. Ragazze perdute. Ragazze cresciute troppo in fretta. Le mandano alla Wellwood House di St Augustine, in Florida, dove le madri nubili vengono tenute nascoste per partorire in segreto, dare i figli in adozione e, soprattutto, dimenticare. Come se nulla fosse mai accaduto. Fern ha quindici anni quando, nella soffocante estate del 1970, arriva alla Casa. È incinta, spaventata, e sola. Sotto l'occhio implacabile dell'austera Miss Wellwood, incontra una decina di ragazze nella sua stessa situazione. Ogni singolo momento della loro giornata è rigidamente controllato dagli adulti che "sanno cos'è meglio per loro". Fino al giorno in cui Fern non incontra una bibliotecaria che le consegna un libro sulla stregoneria. E per la prima volta nella loro vita, le ragazze hanno in mano il potere.
Recensione
Ci troviamo nell'America degli anni '70, un periodo in cui il perbenismo, la religione e una mentalità profondamente conservatrice decidevano il destino delle persone, soprattutto quello delle donne.
La protagonista è Fern, una ragazza di appena quindici anni che viene accompagnata dal padre in una casa per ragazze madri in Florida. La sua unica "colpa" è quella di essere rimasta incinta fuori dal matrimonio. Fern, però, non è nemmeno il suo vero nome: una delle prime regole di quella struttura è lasciarsi alle spalle la propria identità, come se cambiare nome potesse cancellare ciò che è accaduto.
Tra quelle mura incontra altre ragazze che condividono il suo stesso destino. Sono spaventate, arrabbiate, disilluse e profondamente sole. Le loro famiglie le hanno abbandonate lì, come se fossero un problema da nascondere piuttosto che figlie da proteggere.
In un luogo dove ogni scelta viene presa al posto loro e dove non hanno alcun diritto di decidere del proprio futuro o del proprio corpo, fa la sua comparsa una misteriosa bibliotecaria. È lei a offrire alle ragazze un antico libro di stregoneria, promettendo loro che il potere è sempre stato dentro di loro e che, finalmente, potranno riprendersi il controllo delle proprie vite. Ma ogni magia ha un prezzo e ben presto capiranno che le scorciatoie non sono mai prive di conseguenze.
Tra incantesimi, paure, vendetta e amicizia, Grady Hendrix costruisce una storia che mescola perfettamente horror soprannaturale e denuncia sociale. Ed è proprio questo uno degli aspetti che più apprezzo del suo modo di scrivere: riesce sempre a intrecciare elementi paranormali con temi forti e profondamente umani, senza risultare mai pesante o prevedibile.
Il tema affrontato in questo romanzo, pur essendo ambientato negli Stati Uniti, racconta una realtà che ha riguardato moltissimi Paesi. Per decenni, una gravidanza fuori dal matrimonio era considerata una vergogna da nascondere. Tante ragazze venivano allontanate dalle proprie famiglie per tutta la durata della gravidanza, per poi ricomparire mesi dopo con la scusa di un anno sabbatico o di aver assistito una zia lontana. Una pagina della storia dolorosa e spesso dimenticata.
La prima parte del romanzo procede con calma, ma è una scelta che ho apprezzato perché permette di conoscere a fondo le protagoniste e di comprendere il peso delle loro storie. Dalla seconda metà in poi, però, il ritmo cambia completamente: la tensione cresce pagina dopo pagina e diventa una vera corsa contro il tempo. Il finale è intenso, coerente e lascia decisamente il segno.
Per quanto mi riguarda, Grady Hendrix si conferma ancora una volta una garanzia. Ogni suo libro riesce a intrattenere, inquietare e, allo stesso tempo, far riflettere. Non racconta mai solo una storia horror: dietro ai mostri c'è sempre qualcosa di molto più reale e spaventoso.
Autore: Grady Hendrix
Traduttore: Rosa Maria Prencipe
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 516
Anno di pubblicazione: 2026
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