Le nostre recensioni
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Ciao e benvenuti nel nostro angolo di mistero.
Mi chiamo Luana, ho 43 anni e leggo da quando ero bambina. In arte Thriller Lu, sono una blogger tenace, guidata da una passione profonda per il thriller, il mistero e le zone più oscure della psicologia umana. Amo le storie che scavano nella mente, i segreti che emergono lentamente e le trame in cui ogni dettaglio ha un significato preciso. Mi affascinano le atmosfere dense, le tensioni sottili e gli indizi nascosti tra le righe. Credo nelle ombre, nei silenzi e in quelle domande che restano sospese fino all’ultima pagina. Per me leggere significa indagare l’animo umano, attraversare l’inquietudine e scoprire cosa si cela dietro ciò che sembra evidente. Mi chiamo Deborah, ho 39 anni e la lettura mi accompagna da tempo immemore. In arte Thriller De, vivo il thriller come un’esperienza intensa, capace di mettere alla prova emozioni e certezze. Credo che un buon thriller non sia soltanto una trama avvincente, ma una sfida ai propri limiti emotivi. Amo raccontare quei libri che ti portano a dubitare di ogni personaggio, di ogni scelta, di ogni verità apparente. Mi attraggono le storie che tengono in equilibrio tra sospetto e rivelazione, tra oscurità e quella luce sottile pronta a cambiare prospettiva. Per me leggere significa lasciarmi coinvolgere fino in fondo, perdere punti di riferimento e ritrovarli solo quando la verità decide di emergere.
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Un estraneo al mio fianco di Ann Rule


Descrizione  

La storia vera di Ted Bundy, il più feroce serial killer americano, raccontata da chi l'ha conosciuto da vicino. 

Recensione 

E se scoprissi che uno dei tuoi più cari amici, che credi essere un ragazzo modello, in realtà è uno dei serial killer più pericolosi d’America, come reagiresti? Crederesti all'innocenza, da lui tanto decantata? 

Queste sono solo alcune delle domande che si pone Ann Rule, autrice di questo libro e anche, in parte, protagonista della storia. 

Ann Rule ripercorre passo dopo passo la vita di Ted Bundy. Il romanzo è scritto in maniera cronologica. Scopriamo l’infanzia di Ted che, per quanto lui stesso abbia sempre descritto come felice, è stata in realtà disfunzionale. La madre lo ebbe quando era molto giovane e, poiché si trattava di una famiglia molto religiosa degli anni ’40, si decise inizialmente di darlo in adozione. Poco tempo dopo, però, il bambino venne ripreso e cresciuto dai nonni come se fosse loro figlio. Il nonno, che per lui rappresentava il padre, era un uomo violento, mentre la nonna (che lui credeva essere la madre) aveva problemi con l’alcol. All’età di cinque o sei anni, la madre (che lui credeva fosse sua sorelladecise di portarlo via con sé. Da lì iniziò, si può dire, il suo tracollo mentale: da bambino problematico divenne un ragazzo problematico. 

Il libro affronta come tema principale l’idea che il “male” non abbia denti aguzzi e forcone, ma che spesso si nasconda dietro volti ordinari, fascino e intelligenza. Ted e Ann si conobbero in un centro di ascolto: entrambi rispondevano al telefono per aiutare persone in difficoltà, cercando di impedirne il suicidio. Lei racconta quanto fosse bravo nel suo lavoro, quanto fosse empatico, e come divenne ben presto uno dei suoi migliori amici. 

Passarono gli anni e lei iniziò a lavorare come giornalista di cronaca nera, collaborando anche con le forze dell’ordine in vari casi collegati a questo serial killer di nome Ted, che nessuno riusciva ad associare a un volto, nemmeno lei. 

La storia di Ted Bundy è stata raccontata molte volte, sia nei libri che sul piccolo schermo, ma trovarla narrata da qualcuno che lo considerava un amico è davvero toccante. Ci sono momenti che fanno innervosire, perché, con il senno di poi, è evidente che fosse lui; eppure, fino all’ultimo, lei non riesce a crederci. Non crede che quel ragazzo tanto affascinante, con cui ha condiviso feste o semplicemente ore al telefono, possa essere stato capace di una violenza così inaudita da portarlo a togliere la vita ad almeno 30 ragazze. 

Questo libro si può dire abbia consacrato Ann Rule come autrice di true crime. Se cercate un thriller dal ritmo serrato, probabilmente non fa per voi. Ma se invece cercate un racconto veritiero di qualcuno che lo ha conosciuto davvero, eccolo qui. La scrittura è mista: a volte in stile giornalistico, altre più empatica ed emotiva. 

Comunque, per tutto il libro, la domanda che continuerà a girarti in testa sarà: 

Come reagiresti se il tuo migliore amico fosse un serial killer? 

 

Autore: Ann Rule 

Traduttore: Maddalena Togliani 

Editore: Tea 

Collana: i grandi Tea 

Pagine: 576 

Anno di pubblicazione: 2016 

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