Descrizione:
Il bosco obliquo è un thriller psicologico dove la suspense si intreccia con il dramma umano, e la verità si nasconde tra le ombre di una comunità pronta a tutto pur di proteggerei propri segreti.
Recensione:
Il bosco obliquo è uno di quei thriller che non cercano l'effetto facile: preferiscono insinuarsi, scavare, far emergere lentamente ciò che la superficie tenta di nascondere. L'autrice costruisce una storia che vive di tensione psicologica più che di colpi di scena, e lo fa con una scrittura controllata, densa di sottintesi, capace di trasformare un piccolo paese dell'Appennino in un microcosmo inquieto e claustrofobico.
La penna dell'autrice si distingue per la capacità di tenere insieme dramma umano e suspense, senza mai perdere di vista la complessità emotiva dei personaggi. Non indulge nel sensazionalismo: preferisce lavorare sulle crepe, sui silenzi, sulle colpe che nessuno vuole nominare. È una scrittura che osserva, ascolta, lascia respirare la scena prima di affondare il colpo.
Il romanzo si apre con un'immagine che resta impressa: un corpo decapitato nel bosco, una testa di bambola al posto di quella reale. Da qui, la narrazione si muove come una lama lenta, attraversando Rocchelle — un paese che sembra vivere in equilibrio precario tra superstizione, paura e un passato che non smette di sanguinare.
Il bosco non è solo un luogo: è un personaggio. È lo spazio dove tutto si deforma, dove i confini morali si inclinano, dove i segreti trovano riparo. L'autrice lo usa come specchio delle fragilità dei protagonisti, trasformandolo in un teatro di simboli, rituali e ombre che non si dissolvono mai del tutto.
Daniele, fratello della vittima, e Chiara, la fidanzata, sono figure che si muovono tra dolore e ossessione, mentre don Giacomo incarna il conflitto tra fede e colpa. Ognuno porta con sé un frammento di verità, ma nessuno la possiede per intero. È proprio questa frammentazione a rendere il romanzo così efficace: la verità non è un punto d’arrivo, ma un territorio scivoloso.
Il libro colpisce perché non cerca di rassicurare. Mostra come una comunità possa diventare complice, come il bisogno di proteggere i propri segreti possa trasformarsi in violenza, e come il male non sia mai un elemento esterno, ma qualcosa che cresce nelle crepe dell’ordinario.
Il romanzo colpisce proprio perché non offre risposte facili, ma ci invita a esplorare le ombre nascoste dell'animo umano. È una lettura che consiglio a chi ama i thriller psicologici capaci di lasciare un’impronta sottile ma persistente. Non è solo una storia che inquieta, ma una narrazione che continua a risuonare, a farci riflettere su quanto i segreti di una comunità possano trasformarsi in specchi delle nostre stesse paure.
Libro che dovete assolutamente leggere, io amo la sua scrittura.
Autore: Alice Bassoli
Editore: Corbaccio
Collana: Narratori Corbaccio
Anno edizione: 2026
Pagine:272 p., Brossura
Commenti
Posta un commento