Descrizione :
Venezia. Una fredda mattina di novembre, il corpo senza vita di una ragazza viene ripescato dalle acque di un canale. Un primo esame sul cadavere rivela che la giovane è stata strangolata. L’indagine viene affidata al commissario Martino Viel, appena trasferito nella città lagunare da un piccolo paesino di montagna. Ma non è l’assassinio di questa ragazza il vero motivo del suo trasferimento. Viel è stato inviato a Venezia con il compito di portare a termine una missione della massima segretezza. Ma perché hanno affidato proprio a lui, un semplice commissario di provincia, un incarico così delicato? Cosa si nasconde dietro al suo improvviso trasferimento? E perché poco dopo il suo arrivo a Venezia qualcuno ha tentato di ucciderlo? In attesa di darsi delle risposte, il commissario indaga sulla morte della giovane trovata morta nel canale. Percorrendo il dedalo di calli e campielli, affidandosi a una vecchia cartina topografica, Martino si addentra nella nebbia e nella vita di chi, per motivi diversi, ha incrociato il destino della giovane vittima, seguendo tracce confuse e inverosimili che lo condurranno a scoprire una verità deformata e riflessa, come le immagini distorte dei palazzi che si specchiano nell’acqua dei canali.
Recensione:
Ho iniziato Notturno veneziano molto scuro, quasi nero senza aspettative particolari e mi sono ritrovata, pagina dopo pagina, completamente immersa in una Venezia fredda, ostile e magnetica. Fin dalle prime righe il ritrovamento del corpo nel canale dà il via a una storia che non perde mai intensità e che riesce a mantenere un ritmo costante e ben calibrato per tutta la lettura.
Ho apprezzato moltissimo la scelta di affiancare all’indagine per omicidio una missione segreta che avvolge il commissario Martino Viel in un alone di mistero continuo. Il suo trasferimento improvviso, le domande senza risposta e il tentato omicidio subito poco dopo il suo arrivo creano una tensione che accompagna il lettore dall’inizio alla fine, rendendo impossibile mettere il libro da parte.
L’autore riesce a tenere sempre alta l’attenzione, alternando momenti investigativi a riflessioni più intime, senza mai rallentare il ritmo. La Venezia che fa da sfondo alla vicenda non è mai solo un’ambientazione, ma diventa una presenza viva, quasi soffocante: nebbia, calli, campielli e canali contribuiscono a creare un’atmosfera cupa e perfettamente in linea con il tono del romanzo.
Martino Viel è un protagonista che funziona: un commissario apparentemente “fuori posto”, ma proprio per questo interessante. Il suo muoversi tra tracce confuse, piste inverosimili e verità deformate rende l’indagine credibile e coinvolgente, accompagnando il lettore verso una scoperta finale che riflette perfettamente il tema del doppio e dell’inganno.
Ho trovato la scrittura scorrevole ed efficace, capace di mantenere un equilibrio ideale tra descrizione e azione. Il ritmo non cala mai e ogni capitolo spinge naturalmente verso il successivo, come dovrebbe accadere in ogni buon thriller.
Notturno veneziano molto scuro, quasi nero è una lettura che consiglio a chi ama i gialli ambientati in città cariche di fascino e ombre, con una trama solida, ben costruita e capace di tenere il lettore sempre sul filo della tensione.
Ringrazio l’autore Michele Benedetti per la copia e per avermi dato l’opportunità di scoprire una storia intensa, cupa e ben costruita, capace di tenere alta l’attenzione dall’inizio alla fine. Una lettura che conferma quanto il thriller ambientato a Venezia sappia ancora sorprendere.
Editore: Robin Edizioni
Collana: I luoghi del delitto
Pagine: 430
Anno di pubblicazione: 2025
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