Descrizione:
Torino, gennaio 2023. In una città avvolta da nebbia e luci fredde, il commissario della Squadra Mobile Biagio Alveria si trova davanti a un omicidio che infrange ogni regola: uno sceneggiatore viene ucciso e il delitto è diffuso online attraverso un video disturbante, firmato con lo pseudonimo Alan Smithee. Non è solo un assassinio: è una messa in scena. Un’opera pensata per essere vista. Affiancato dalla vice commissario Adele Mancini, brillante e sboccata, dall’informatico Giovanni Costa e dal dirigente Aldo Cravero, Alveria scopre che l’omicidio non è un caso isolato. Altri due delitti emergono dall’ombra, ciascuno costruito come la replica inquietante di una celebre scena cinematografica. Le vittime hanno tutte un legame con Milo Ferrero, regista geniale e controverso, fondatore del laboratorio di iperrealismo speculare; quando l’arte smette di imitare la vita e inizia a riscriverla, il confine tra finzione e crimine si dissolve. A supportare l’indagine arriva Viola Brichet, esperta di cinema, chiamata a decifrare i riferimenti nascosti dietro le scene dei delitti. Ma il tempo non perdona: lo youtuber Loris Barbero, assetato di visibilità, diffonde la notizia del primo omicidio e lascia trapelare l’esistenza di un serial killer, trasformando l’indagine in uno spettacolo mediatico e alimentando il gioco dell’assassino. Mentre Torino diventa il set di una spirale di violenza sempre più audace, Alveria deve fermare un killer che non cerca di nascondersi, ma di essere guardato.
Recensione:
Un thriller che trasforma Torino in un set criminale
Devo ammetterlo: quando ho iniziato questo thriller mi aspettavo una classica indagine poliziesca. Dopo poche pagine, però, mi sono reso conto che la storia voleva giocare su un piano diverso. Non solo un caso da risolvere, ma un’idea narrativa molto precisa: il crimine come spettacolo.
Tutto parte da un omicidio che colpisce subito per la sua stranezza. Uno sceneggiatore viene ucciso e il video del delitto viene diffuso online con la firma di Alan Smithee. Non è un gesto casuale: è una scena costruita per essere vista. Da qui prende forma un’indagine che diventa via via più inquietante.
Il commissario Biagio Alveria è il classico investigatore lucido e determinato, ma la cosa che ho apprezzato di più è la dinamica della squadra che lavora con lui. La vice commissario Adele Mancini, tagliente e diretta, aggiunge energia ai dialoghi, mentre l’informatico Giovanni Costa e il dirigente Aldo Cravero contribuiscono a dare equilibrio all’indagine. Non sono semplici figure di contorno: ciascuno ha un ruolo preciso nel far avanzare la storia.
Quando emergono altri omicidi, diventa chiaro che il killer segue uno schema molto particolare: ogni delitto sembra replicare una celebre scena cinematografica. È qui che il romanzo trova la sua idea più affascinante. Non siamo solo davanti a un serial killer, ma a qualcuno che costruisce veri e propri set criminali.
L’ingresso di Viola Brichet, esperta di cinema chiamata ad analizzare i riferimenti nascosti nei delitti, aggiunge un livello davvero interessante alla narrazione. L’indagine non è più soltanto poliziesca: diventa quasi un esercizio di interpretazione cinematografica.
Un altro elemento che ho trovato molto attuale è la presenza dei media. Lo youtuber Loris Barbero diffonde la notizia del primo omicidio e contribuisce a trasformare l’indagine in uno spettacolo virale. Questo aspetto funziona molto bene perché riflette un tema contemporaneo: oggi tutto può diventare contenuto, anche la violenza.
L’ambientazione torinese è un altro punto di forza. La città, con la sua atmosfera invernale fatta di nebbia e luci fredde, sembra perfetta per questo tipo di storia e contribuisce a creare un tono cupo e cinematografico.
Nel complesso ho trovato questo thriller coinvolgente e con un’idea centrale originale. Non si limita a raccontare una caccia al killer, ma prova anche a riflettere sul rapporto tra spettacolo, media e violenza. E lo fa mantenendo sempre una buona tensione narrativa.
Pro
- Idea narrativa molto originale: i delitti come scene cinematografiche
- Ambientazione torinese suggestiva e molto cinematografica
- Buona dinamica tra i membri della squadra investigativa
- Tema attuale sul rapporto tra media, spettacolo e violenza
Contro
- Alcuni riferimenti cinematografici potrebbero risultare meno immediati per chi non è appassionato di cinema
- La componente teorica sull’arte e l’iperrealismo può rallentare leggermente il ritmo in alcuni passaggi
In sintesi: un thriller moderno che unisce indagine, cinema e riflessione sui media, con un’idea narrativa capace di distinguersi nel panorama del genere.
Autore: Gaetano Castobello
Editore: Laurana Editore
Collana: Calibro 9. Gialli & noir
Anno edizione: 2026
Pagine: 216
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