Le nostre recensioni
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Ciao e benvenuti nel nostro angolo di mistero.
Mi chiamo Luana, ho 43 anni e leggo da quando ero bambina. In arte Thriller Lu, sono una blogger tenace, guidata da una passione profonda per il thriller, il mistero e le zone più oscure della psicologia umana. Amo le storie che scavano nella mente, i segreti che emergono lentamente e le trame in cui ogni dettaglio ha un significato preciso. Mi affascinano le atmosfere dense, le tensioni sottili e gli indizi nascosti tra le righe. Credo nelle ombre, nei silenzi e in quelle domande che restano sospese fino all’ultima pagina. Per me leggere significa indagare l’animo umano, attraversare l’inquietudine e scoprire cosa si cela dietro ciò che sembra evidente. Mi chiamo Deborah, ho 39 anni e la lettura mi accompagna da tempo immemore. In arte Thriller De, vivo il thriller come un’esperienza intensa, capace di mettere alla prova emozioni e certezze. Credo che un buon thriller non sia soltanto una trama avvincente, ma una sfida ai propri limiti emotivi. Amo raccontare quei libri che ti portano a dubitare di ogni personaggio, di ogni scelta, di ogni verità apparente. Mi attraggono le storie che tengono in equilibrio tra sospetto e rivelazione, tra oscurità e quella luce sottile pronta a cambiare prospettiva. Per me leggere significa lasciarmi coinvolgere fino in fondo, perdere punti di riferimento e ritrovarli solo quando la verità decide di emergere.
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LA MELA MARCIA di Alessandro Quadri di Cardano



Descrizione:

La comunità arcobaleno di New York è sconvolta da una serie di efferate esecuzioni: nel giro di una sola settimana, un killer fredda tre persone, con un unico proiettile sparato alla nuca. Non lascia tracce. Non tocca le vittime. Non ruba denaro. Uccide e svanisce. A occuparsi dell’indagine è il tenente Frank Bongiovanni, che con la sua squadra d’investigatori è chiamato a far luce su questi feroci ed inspiegabili omicidi, il cui unico legame è l’appartenenza delle vittime alla comunità LGBTQ+ newyorkese. Ma quando viene individuato un facile colpevole per quietare stampa e cittadinanza, Frank rompe con la gerarchia del NYPD e prosegue la propria indagine personale, sia per le strade della Grande Mela, che dentro se stesso. Perché New York è una mela marcia, nelle cui vie si aggira un predatore, un caimano che dal fondo della palude affiora pronto ad azzannare. Paziente. Spietato. Famelico.

Recensione: 

Prima di parlare del romanzo, credo sia giusto spendere qualche parola sull’autore. Alessandro Quadri di Cardano ha un percorso personale e professionale molto interessante: nato a Bologna, cresciuto in un contesto multiculturale e da anni residente a Bruxelles, porta con sé una visione ampia e internazionale che si riflette chiaramente anche nella sua scrittura. Dopo un primo romanzo pubblicato nel 2022, con La Mela Marcia conferma una forte attitudine per il genere crime, unita a una grande attenzione per i temi sociali e psicologici.

La storia: un’indagine che nasce dal caos
La vicenda è ambientata a New York durante la torrida estate del 2018, nei giorni che precedono il Gay Pride. Una serie di omicidi scuote la città e, fin da subito, il ripetersi di un identico modus operandi fa pensare all’azione di un serial killer. Le vittime sembrano non avere nulla in comune se non l’orientamento sessuale, e questo alimenta il timore che la comunità LGBTQ+ sia stata presa di mira.
L’indagine viene affidata al tenente Frank Bongiovanni, a capo di una sezione della Squadra Omicidi dell’NYPD. La pressione mediatica e politica è fortissima e, quando viene arrestato un sospettato “comodo”, il caso sembra chiudersi rapidamente. Ma Bongiovanni sente che qualcosa non torna e decide di andare avanti, anche contro il parere dei suoi superiori.
Un crime che scava nelle persone
Quello che mi ha colpita maggiormente è il modo in cui il romanzo riesce a intrecciare l’indagine con la dimensione più umana dei personaggi. Le vittime non sono mai trattate come semplici nomi o numeri, ma come persone con una storia, un passato e relazioni complesse. Anche il protagonista è lontano dallo stereotipo del detective infallibile: è un uomo che dubita, che ascolta il proprio istinto e che porta con sé un bagaglio emotivo fatto di ricordi e legami familiari.
La figura del presunto serial killer, soprannominato “il caimano”, è costruita in modo molto interessante: più che un mostro reale, sembra quasi una creazione collettiva, alimentata dalla paura e dal bisogno di trovare un colpevole a tutti i costi. È proprio questo gioco tra apparenza e realtà a rendere la storia così coinvolgente.
Stile e atmosfera
La scrittura è scorrevole, precisa, mai pesante. Si percepisce una grande attenzione al ritmo e all’atmosfera, con descrizioni efficaci che aiutano a immergersi nella New York estiva, caotica e soffocante. Il romanzo mantiene sempre alta la tensione, ma lascia anche spazio alla riflessione, senza mai perdere equilibrio.
Si tratta di un crime che non punta solo sull’azione, ma anche sulla costruzione psicologica e sulla credibilità delle situazioni, ed è probabilmente uno dei motivi per cui La Mela Marcia ha ottenuto importanti riconoscimenti nei premi letterari di genere.
Il mio parere personale
Da lettrice, La Mela Marcia mi ha coinvolta fin dalle prime pagine. È uno di quei romanzi che si leggono con piacere, ma che allo stesso tempo non si dimenticano facilmente, perché invitano a guardare oltre le apparenze e a non accontentarsi della prima verità che ci viene raccontata.
Ho apprezzato molto l’ambientazione, la cura dei personaggi e il modo in cui la storia riesce a tenere insieme intrattenimento e contenuto. È una lettura che consiglio a chi ama il crime, ma anche a chi cerca un romanzo capace di raccontare il lato più fragile e contraddittorio dell’animo umano.
Un romanzo che straconsiglio.

Editore: Bertoni Editore

Collana: Ira

Pagine:  294

Anno di pubblicazione 2024

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