L’uomo sbagliato – La carta del diavolo è il romanzo d’esordio di Francesca Erre, un libro che si muove tra biografia e thriller psicologico e che lascia intravedere una chiara volontà narrativa e un forte coinvolgimento emotivo nella scrittura.
La storia ruota attorno a due donne, Angela e Lavinia, entrambe segnate da esperienze difficili e da un passato che continua a pesare sulle loro scelte. Angela ha imparato a sopravvivere alle perdite e alla solitudine, portando dentro di sé decisioni che non sempre è possibile raccontare. Lavinia, invece, ha scelto un’altra forma di difesa: dire no, prendere distanza, interrompere i legami quando diventano troppo ingombranti. Due percorsi diversi che si incrociano quando un bambino viene ritrovato ferito e un uomo diventa il colpevole ideale di una violenza che sembra avere finalmente un volto e un nome.
Ma è davvero così semplice? Il dubbio è il motore della narrazione. Il romanzo suggerisce fin da subito che la verità potrebbe essere più complessa e che il pericolo più grande non è quello che si mostra apertamente, ma quello che resta nell’ombra, osserva e aspetta il momento giusto.
Essendo un’opera prima, dal testo emerge chiaramente il desiderio dell’autrice di raccontare una storia carica di significato e di tensione emotiva. La scrittura è attraversata da una componente molto soggettiva: pur trattandosi di una biografia romanzata, si percepisce una dimensione quasi autobiografica nelle emozioni espresse, nei sentimenti dei personaggi e nella sensibilità con cui vengono affrontati alcuni passaggi della narrazione.
Proprio questo aspetto rappresenta uno dei punti più interessanti del libro. Le emozioni sono autentiche e restituiscono al lettore la sensazione che dietro la storia ci sia un vissuto, o comunque un’elaborazione personale profonda.
Allo stesso tempo, proprio perché il romanzo si colloca nel territorio del thriller psicologico, la struttura narrativa avrebbe probabilmente bisogno di essere ancora più solida e articolata. Un genere come questo richiede infatti una costruzione molto precisa del ritmo, della tensione e degli snodi narrativi, elementi che potrebbero essere sviluppati ulteriormente per rendere la storia ancora più incisiva.
Resta comunque un esordio che mostra intenzione, sensibilità e il desiderio di costruire una narrazione che vada oltre il semplice intrattenimento, cercando piuttosto di indagare le fragilità umane e le zone d’ombra dei rapporti.
Un primo passo che mette in luce una voce narrativa che potrà sicuramente evolversi e rafforzarsi nei lavori futuri.
Edito da Francesca Erre in self-publisher
Pagine : 132
Anno di pubblicazione : 2026
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